Aṅguttara Nikāya

Nissaraniya Sutta

6.13. Vie d’uscita

“Monaci, queste sei proprietà sono vie d’uscita. Quali sei?

Se un monaco dicesse: ‘Anche se la buona volontà è stata sviluppata, perseguita, mantenuta e presa come base, consolidata e ben intrapresa da me come la mia consapevolezza della liberazione, però la cattiva volontà continua a sopraffare la mia mente.’ Gli si potrebbe ripondere: ‘Non dire così. Non dovresti parlare così. Non travisare il Beato, non è giusto travisare il Beato, egli non direbbe così. È impossibile, che—quando la buona volontà è stata sviluppata, perseguita, mantenuta e presa come base, consolidata e ben intrapresa come la consapevolezza della liberazione—la cattiva volontà continui ancora a sopraffare la mente. Quella possibilità non esiste, questa è la via d’uscita dalla cattiva volontà: la buona volontà come consapevolezza della liberazione.’

“Inoltre, se un monaco dicesse: ‘Anche se la compassione è stata sviluppata, perseguita, mantenuta e presa come base, consolidata e ben intrapresa da me come la mia consapevolezza della liberazione, però la cattiveria continua ancora a sopraffare la mia mente.’ Gli si potrebbe rispondere: ‘Non dire così. Non dovresti parlare così. Non travisare il Beato, non è giusto travisare il Beato, egli non direbbe così. È impossibile, che—quando la compassione è stata sviluppata, perseguita, mantenuta e presa come base, consolidata e ben intrapresa come la consapevolezza della liberazione—la cattiveria continui ancora a sopraffare la mente. Questa possibilità non esiste, questa è la via d’uscita dalla cattiveria : la compassione come consapevolezza della liberazione.’

Inoltre, se un monaco dicesse: ‘Anche se la stima è stata sviluppata, perseguita, mantenuta e presa come base, consolidata e ben intrapresa da me come la mia consapevolezza della liberazione, ancora il risentimento continua a sopraffare la mia mente.’ Gli si potrebbe rispondere: ‘Non dire così. Non dovresti parlare così. Non travisare il Beato, non è giusto travisare il Beato, egli non direbbe così. È impossibile, che—quando la stima è stata sviluppata, perseguita, mantenuta e presa come base, consolidata e ben intrapresa come la consapevolezza della liberazione—il risentimento continui ancora a sopraffare la mente. Questa possibilità non esiste, questa è la via d’uscita dal risentimento : la stima come consapevolezza della liberazione.

Inoltre, se un monaco dicesse: ‘Anche se l’equanimità è stata sviluppata, ….ancora la brama continua a sopraffare la mia mente.’ Gli si potrebbe rispondere: ‘Non dire così. Non dovresti parlare così. Non travisare il Beato, non è giusto travisare il Beato, egli non direbbe così. È impossibile, che—quando l’equanimità è stata sviluppata, perseguita, mantenuta e presa come base, consolidata e ben intrapresa come la consapevolezza della liberazione—la brama continui ancora a sopraffare la mente. Questa possibilità non esiste, questa è la via d’uscita dalla brama: l’equanimità come consapevolezza della liberazione.’

….

Inoltre, se un monaco dicesse: ‘Anche se “io sono” è stato abbandonato e non presumo che “io sono questo”, ancora la freccia del dubbio e della perplessità continua a sopraffare la mia mente.’ Gli si potrebbe rispondere: ‘Non dire così. Non dovresti parlare così. Non travisare il Beato, non è giusto travisare il Beato, egli non direbbe così. È impossibile, che—quando “io sono” è stato abbandonato e “io sono questo” non è presunto—

la freccia del dubbio e della perplessità continui a sopraffare la mente. Questa possibilità non esiste, questa è la via d’uscita dalla freccia del dubbio e della perplessità: lo sradicamento della presunzione, “io sono”.’

“Queste, monaci sono le sei proprietà che sono vie d’uscita.”