Saṃyutta Nikāya
Sigala Sutta
17.8. Lo sciacallo
A Savatthi. “Monaci, i guadagni, le offerte, e la fama sono cose crudeli, un duro ed amaro ostacolo alla realizzazione della liberazione.
Avete sentito urlare lo sciacallo, alle ultime ore della notte” ?
“Sì, signore.”
“Questo sciacallo soffre di scabbia. Non trova nessun piacere ad andare presso una scogliera, ai piedi di un albero o all’aria aperta. Dovunque va, dovunque dimora, dovunque si siede, dovunque si distende, è immerso nella miseria.
“Allo stesso modo quando un monaco è conquistato dai guadagni, dalle offerte e dalla fama, la sua mente si consuma. Non trova nessun piacere nel recarsi in un eremo, ai piedi di un albero o all’aria aperta. Dovunque va, dovunque dimora, dovunque si siede, dovunque si distende, è immerso nella miseria. Perciò i guadagni, le offerte, sono un duro ed amaro ostacolo alla realizzazione della liberazione.
“Occorre dunque che vi esercitiate così: ‘Metteremo da parte ogni guadagno, offerta e fama che nasceranno; e non lasceremo nessun guadagno, offerta e fama consumare le nostre menti.’ Così dovete esercitarvi.”